Impresa esclusa da gara pubblica

Riguardo il caso

Ottenere il risarcimento dei danni patiti derivati dall’illegittimità di un provvedimento di esclusione di un’impresa da una gara pubblica, a causa di una segnalazione all’Autorità di Viliganza di irregolarità circa il requisito del pagamento di imposte e tasse.
Settore PraticatoDiritto Amministrativo
AvvocatoGiovanni Taglialatela

Disponibile ordinanza.

Fatto

Il responsabile del procedimento di una gara pubblica segnala all’Autorità di Vigilanza l’esistenza di irregolarità a carico di un’impresa partecipante, nell’erroneo presupposto di “resa dichiarazione falsa e mendace” circa il requisito del pagamento di imposte e tasse. Senza formale procedimento, in violazione delle regole sul contraddittorio, esclude l’impresa dalla gara.

In forza di questa segnalazione l’impresa viene annotata nel casellario informatico, determinandole l’impossibilità a partecipare ad altre gare pubbliche.

L’impresa, pur chiedendo formalmente più volte di correggere l’errore e cancellare l’annotazione, non viene ascoltata, nonostante si sia resa sempre disponibile al dimostrare di essere stata in regola con il pagamento delle tasse.

Con sentenza dichiarativa del T.A.R. Lazio, viene accertata l’illegittimità provvedimentale e, di conseguenza, annullata l’annotazione della segnalazione.

Diritto

La condotta tenuta dall’Amministrazione è stata caratterizzata da una violazione delle regole di buona amministrazione che richiedono maggiore approfondimento delle situazioni controverse.

Ai fini della determinazione del quantum debeatur, il Giudice ha tenuto conto di diversi tipologie di danni che l’impresa, esclusa illegittimamente dalla gara pubblica, ha subito.

 

1) Il danno da perdita di chance: connesso all’impossibilità di partecipare ad altre gare di appalto per effetto della segnalazione;

 

2) Il danno curriculare: sebbene si tratti una specificazione del danno da perdita di chance si correla alla qualità dell’impresa. Una siffatta segnalazione ha provocato un danno all’immagine ed al prestigio professionale dell’imprese che deve essere ristorato. Un danno quantificabile, secondo giurisprudenza maggioritaria, tra l’1% ed il 5% dell’importo globale dell’appalto.

Risultato

Il Giudice, analizzato il caso di specie e valutata la normativa di riferimento, ha ritenuto di condannare l’Amministrazione Comunale al risarcimento di cospicue somme di denaro per danno curriculare e danno da perdita di chance. Come riferimento il Giudice ha utilizzato la media degli utili percepiti negli ultimi anni dall’impresa e derivanti da gare d’appalto parametrata al numero delle gare svoltesi in un determinato arco tempora alle quali l’impresa non ha potuto partecipare a causa dell’illegittima annotazione nel casellario informatico.  

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